Feltri e la difesa di Bossetti: vi dico perché l’hanno condannato

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Processo inutile, pro forma, una perdita di tempo, uno spreco di energie e di denaro: la sentenza di Massimo Bossetti era già nell’ aria alla prima udienza. La puzza di ergastolo non è mai venuta meno nell’ aula della Corte d’ Assise di Bergamo. Il rito si è svolto perché era obbligatorio che si svolgesse per rispetto delle norme, ma si sapeva in partenza che si sarebbe concluso con la morte civile dell’ imputato.  Nessuno meglio del muratore di Mapello poteva interpretare il ruolo dell’ assassino della povera Yara, tredicenne senza macchia, come tutte le tredicenni di questo sporco mondo che ha bisogno di consolarsi condannando un colpevole, non importa se contro di lui non c’ è una prova. Serve un colpevole per placare le ire e le ansie dell’ opinione pubblica e si sceglie il più idoneo al sacrificio.

Bossetti aveva ed ha tutti i crismi per essere indicato quale omicida. L’ hanno identificato, preso, sbattuto in carcere e cotto a fuoco lento. Oggi è un ergastolano, privato non solo della libertà, ma anche della patria potestà sui propri tre figli. Tre figli ammazzati dalla giustizia ingiusta. Figli di un assassino e di una donna leggera, diffamata in tribunale e fuori, nipoti di una poco di buono e di un cornuto.  Me li immagino i tre ragazzini Bossetti in giro per il paesello orobico, guardati di sottecchi dal popolo come gli eredi del mostro, portatori dello stesso dna di colui che ha soppresso la tredicenne. Pensate alla loro vita attuale e futura. Pensate al peso che si porteranno addosso durante la loro intera esistenza.

Ma questi sono particolari che non urtano la sensibilità della gente, anzi: alimentano i pettegolezzi nel piccolo borgo. L’ importante è sputtanare. Se poi il criminale sia egli stesso una vittima, chissenefrega. Le toghe hanno comunque ragione per legge. Guai a dubitare della loro onestà intellettuale e professionale. Bossetti Massimo è stato inchiodato dal dna prelevato dalle mutandine della ragazzina trucidata.  C’è poco da discutere. Davanti alla scienza ci si inchina religiosamente, chi dubita è un eretico, un ignorante. Se gli esami di laboratorio, indipendentemente da chi li abbia eseguiti, dicono che quelle goccioline di sangue sono di Bossetti, si accetta il responso quale verità indiscutibile, quale dogma. 

Non si tiene conto del fatto che se la scienza è esatta per definizione, chi la maneggia, invece, pure per definizione, può sbagliare così come sbagliano spesso tutti gli esseri umani. Mi vengono in mente quei medici che recentemente hanno operato due persone, cui hanno estratto un rene a testa perché affette da tumore. Peccato che i sanitari in questione, anziché togliere i reni malati, abbiano tolto quelli sani. Anche costoro a modo loro erano e sono scienziati. Se si accetta il principio che errare umanum est, perché non sospettare che anche i cervelloni che hanno valutato il dna attribuito a Bossetti abbiano preso lucciole per lanterne? Nossignori, il pm e i giudici della Corte d’ assise sono sicuri che i periti siano infallibili. Perché non ripetere le analisi per avere maggiori certezze?

 Uffa, quante balle. L’omicida è Bossetti punto e amen. Parola di magistrato. Il quale si basa sulle carte. Le gira e le rigira, le compulsa e le studia, sono il vangelo, non mentono. Se gli fai notare che le carte sono carta, e che la carta può essere straccia, ti considera un idiota. I camici bianchi sono tutti autorevoli? Non mi pare. Per blindare un uomo in cella da qui alla sua morte è sufficiente il dna quand’anche fosse un bidone? Lorsignori affermano oltretutto che su Bossetti gravano almeno quattro indizi, macigni. Eccoli. Uno. L’ aggancio delle celle telefoniche sulla palestra frequentata da Yara. Due. Le sfere di metallo – simili a quelle che si trovano spesso nei cantieri edili – recuperate nelle scarpe della ragazzina morta. Tre. La mancanza di alibi. Quattro. Le fibre tessili sui vestiti di Yara compatibili con quelle del furgone del carpentiere. E li chiamano indizi?

Sono fragili congetture. Perché le celle telefoniche era ovvio fossero le stesse che coprivano la zona della palestra, dato che Bossetti per rincasare da lì doveva transitare, non possedendo un elicottero, ma un semplice camioncino costretto a percorrere una determinata strada. Perché le sfere di metallo in questione sono reperibili in qualsiasi cantiere e non solo in quello dove lavorava Bossetti; rimane, poi, da spiegare come tali sfere siano finite nelle scarpe di Yara. Che nesso c’è tra le calzature e il delitto? Perché le fibre tessili di ogni sedile di automezzo sono simili ed è pacifico che siano compatibili con quelle rintracciate sugli abiti dell’adolescente. Insomma, siamo in presenza di dettagli insignificanti. Il più debole dei quali riguarda la mancanza di alibi.  Vi sembra tanto strano che il muratore non ricordi cosa abbia fatto la sera della scomparsa della ragazzina? Scusate. Io non ricordo il cibo che ho mangiato ieri sera e si pretende che Bossetti rammenti le sue mosse compiute in un tardo pomeriggio novembrino di alcuni anni orsono?

Contestare all’imputato questa lacuna – che tale non è – suscita stupore e incredulità. Nessuno è in grado di ricostruire ciò che ha combinato mesi, anni fa. Ciò premesso, restiamo basiti di fronte all’inconsistenza dell’ impianto accusatorio che ha stroncato l’ operaio, su cui è stata scritta ogni nefandezza persino riferita alla sua vita privata, ai rapporti con la moglie, ai gusti sessuali, all’ amore per gli animali, alle curiosità telematiche. Ossia roba ininfluente ai fini processuali.

Si sono scatenate contro questo poveraccio orde di giornalisti colpevolisti e ansiosi di fare strame della sua moralità nella speranza di creare intorno a lui – riuscendoci benissimo – un clima di odio. La verità non la conosco. Ma la sensazione è che se Bossetti, invece di essere un proletario sprovveduto, incolto e intontito, fosse stato un borghese arricchito da buoni studi oggi sarebbe libero.  Nessuno avrebbe osato additarlo quale omicida. Un operaio sfigato è facile trasformarlo in bersaglio immobile e colpirlo, trascinarlo nel fango e lì abbandonarlo beandosi del clamore mediatico suscitato dalla sua condanna. Come cittadino mi sento a disagio per aver assistito a simile massacro.

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9 Risposte

  1. ANTONIO ha detto:

    MI CHIAMO ANTONIO ED HO SEGUITO LA VICENDA DI BOSSETTI INERENTE ALL’OMICIDIO DI YARA , SE BOSSETTI FOSSE VERAMENTE L’ASSASSINO DI YARA CON PROVE CERTE E SERIE , IO SAREI IL PRIMO A CONDANNARLO A MORTE . MA PURTROPPO QUESTA ACCUSA VERSO BOSSETTI E INFONDATA , PENSO CHE CI VUOLE PIU’ CHIAREZZA E PIU’ PROFESSIONALITA’ E SERIETA’ , IN TANTI PROCESSI GRAVI GLI INQUIRENTI NON NE HANNO AZZECCATO UNO , TANTI CASI SONO STATI OCCULTATI SENZA SAPERE LA FINE . PENSO CHE IN ITALIA PER I PROCESSI DI QUESTI CASI , DOVREMMO FARLI GIUDICARE DAI MAGISTRATI ESTERI , COME GLI ARBITRI DELLE PARTITE DI CALCIO COMPRESO LA GIURIA , SIGNORI MAGISTRATI RIFATEVI UN ESAME PSICOMENTALE , ED IMPARATE A FARE I PROCESSI E FATEVI SEGUIRE DA UNO PSICOLOGO PRIMA DI IMPOSTARE UN PROCESSO , SIETE PERSONE COME TANTI , SI PRESUME CHE IL VOSTRO INTELLETTO CULTURALE, DOVREBBE ESSERE AL DI SOPRA DI OGNI ESSERE VIVENTE , CHE TUTTO CIO’ CHE VI ESCE DALLA BOCCA E SACRO, MAAAAA!!!! MA CHI SIETE I DISCEBOLI DI DIO??? LORO NON AVREBBERO AGITO COSI’ ,
    VOI NON SIETE ALL’ALTEZZA DI GIUDICARE ….

  2. Leonardi Alfio ha detto:

    Condivido perfettamente quello che dice Feltri.

  3. Leonardi Alfio ha detto:

    Sono convinto che Bossetti è innocente.

  4. Maurizio ha detto:

    Anche io non credo alla sentenza… Troppi dubbi e lacune…

  5. Giorgio Bastianelli ha detto:

    PIÙ PASSA IL TEMPO È PIÙ MI CONVINCO
    CHE IL PROCESSO SULL’ASSASSINIO DELLA POVERA YARA GAMBIRASIO A CARICO DI GIUSEPPE BOSSETTI SI SIA CHIUSO UN PÒ TROPPO FRETTOLOSAMENTE E IL CLASSICO DETTO DEL “BRUTTO SPORCO E CATTIVO” SI SIA FATTO PURTROPPO EVIDENTE
    E IL NON AVER ACCETTATO IL RICORSO DELLA DIFESA AD UN NUOVO APPROFONDIMENTO SUL DNA DI QUELLA GOCCIA TROVATA NELLE MUTANDINE DELLA POVERA YARA E PER ME NON SI È FATTA VERA LUCE DEL DELITTO E POI QUANTO TEMPO È PASSATO DALLA SUA MORTE E LA SCOPERTA DEL CADAVERE?
    CON L’INQUINAMENTO DELLE PROVE SULLA SCENA DEL DELITTO ANCHE PERCHÉ IL TERRENO AMPIO E IMPERVIO ERA UN PASSAGGIO DI CANI DI PERSONE E NON SI CAPISCE COME NON CI SI SIA ACCORTI DI QUEI POVERI RESTI VISTO CHE ALL’EPOCA L’ALTEZZA DELL’ERBA NON ERA ALTISSIMA COMUNQUE A MIO PARERE SI È VOLUTO COPRIRE QUALCHE PERSONAGGIO MAGARI PROPRIO DEL CANTIERE MAGARI PROPRIO QUALCHE NOTO IMPRENDITORE DEL GRANDE CENTRO COMMERCIALE CHE SORGEVA LI VICINO E CHE SE FOSSE VENUTO ALLO SCOPERTO SI SAREBBERO FERMATI I LAVORI CON IL SEQUESTRO DELL’AREA E IL DISPENDIO DI DENARO E LE VARIE MULTE FUTURE DEL RITARDO MA QUESTA È UNA MIA OPINIONE DI CERTO LE INDAGINI SU QUESTO DRAMMATICO CASO HANNO DIMOSTRATO PARECCHIE LACUNE E INCONGRUENZE

  6. EZIO ha detto:

    MA CHE DIRE COMANTANO L’ORO MA ENINCIUSTIZIA DEL MONDO

  7. peppe ha detto:

    A parte che condivido l’articolo di Feltri e anche quello di Giordano vorrei fare una considerazione molto ovvia, ma che nessuno ha mai fatto. Dalla ricostruzione dei suoi movimenti, della ragazzina,mi viene il sospetto che avesse un appuntamento. Infatti, per prima cosa si offre volontaria per portare in palestra il registratore e lei non doveva andare in palestra, ma la sorella.Una volta eseguita l’incombenza, fa in modo di non farsi vedere e poi esce da una porta secondaria che da su una strada buia, poco frequentata e più lunga per il tragitto verso casa. Convenite anche voi che è il comportamento di una tredicenne che aspetta un amichetto.
    Bene, vi immaginate Bossetti come amichetto di una tredicenne? Ma dove vivono questi giudici?
    Se Yara fosse stata un sedicenne o diciassettenne,e Bossetti un quarantenne elegante e con Porsche, ancora avrei avuto qualche dubbio. Ma con questi protagonisti proprio no. Non credo che esista al mondo una tredicenne di buona famiglia e di buone amicizie giovanili in grado di avere Bossetti come moroso.E poi la povera Yara era all’inizio dell’adolescenza, una graziosa bambina. E non solo Bossetti non è un pedofilo ma sicuramente lei non è stata rapita, anche perchè avrebbe reagito. Quindi, per favore lasciate perdere l’inconsistente prova del DNA e cercate bene nelle amicizie della ragazzina.. Sicuramente qualcuno sa qualcosa

  8. renata ha detto:

    si sono convinta anch’io che Bossetti sia un capo espiatorio xchè non sono stati capaci di trovare il vero colpevole che ha massacrato la poverina e così hanno condannato questo poveraccio un operaio e fregandosi completamente di aver distrutto la vita anche alla sua famiglia. sono + che convinta che la giustizia x salvarsi dal opinione pubblica deve x forza trovare un colpevole……..mondo schifoso…….ho scritto questo xchè ho sempre avuto la sensazione che Bossetti non centrasse niente………

  9. Paoloantonio ha detto:

    Cmq troppe cose non quadrano a questo Bossetti qua…solo lui potrebbe salvarsi se veramente è innocente, come mai non lo fa ?

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