“Bossetti e Yara? Solo marketing”. Giordano a sciabolate: “Vi svelo l’orrore. E vi dico chi sono i pirla”

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Pubblichiamo Posta prioritaria, la rubrica in cui Mario Giordano risponde alla lettera di un lettore.

Caro Giordano, non sono un grafomane e non voglio assillarLa con mie missive, ma la sentenza Bossetti m’ha fatto imbestialire: passino le bischerate tipo il filmino artefatto del furgoncino, le varie incongruenze, le indagini a senso unico eccetera, ma quella del Dna è davvero indecente.

Ma così si va avanti in Italia, tomba del diritto. Uno dei concetti fondamentali della statistica, infatti, è che meno sono le replicazioni di un test, maggiore è il possibile errore e minore l’attendibilità del dato. Nel caso del processo Bossetti la prova principe si è basata su una singola e non ripetibile rilevazione di un Dna, quindi una «prova» con errore statistico infinito.

Aggiungerò che se da ex-referee di riviste scientifiche mi fosse pervenuta per pubblicazione una ricerca basata su metodica con «reagenti scaduti» l’avrei respinta con una doverosa dose di sarcasmo. Evidentemente in campo giudiziario vigono regole ignote agli umani.

Andrea Vaccari
Chiavari (Ge)

Le regole in vigore in questo caso, caro Andrea, sono sempre state chiare: c’è una ragazzina ammazzata, un delitto brutale, una violenza che scuote l’Italia.

Urge trovare un mostro. La fretta con cui fu annunciato (dal ministro Alfano) l’arresto di Bossetti, quasi prima che fosse vero, dimostra che per capire questa vicenda non bisogna seguire le logiche del diritto (che sono state in ogni modo calpestate) ma quelle della comunicazione (che hanno invece trionfato).

Così si spiegano le immagini della cattura in presa diretta, i filmati della Procura appositamente taroccati, le continue fughe di notizie irrilevanti dal punto di vista penale ma studiate a tavolino per cucire addosso al muratore l’immagine del «mostro».

«Bossetti va dall’estetista», «Bossetti si cura le sopracciglia», «Bossetti guardava i video porno di Internet», «Bossetti scrive lettere d’amore», etc: quante volte avete sentito «notizie» come questa? E allora? Curarsi le sopracciglia o farsi la lampada possono essere prove di colpevolezza? O sono solo dettagli che servono a influenzare il giudizio dell’opinione pubblica contro di lui? La storia del processo Yara è tutta qui: è stata presa una persona, la si è sbattuta in galera, e non avendo prove si è fatto di tutto per far passare l’idea della sua colpevolezza.

È un paradosso, ma la verità non interessa a nessuno. La giustizia nemmeno. Questo è un caso che non troverà mai spazio nei corsi di diritto. Ma andrà studiato nei corsi di comunicazione come grande esempio di marketing giudiziario dei magistrati. E di pirlaggine di noi giornalisti.

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4 Risposte

  1. Rincresce per la morte violenta di una ragazzina,ma secondo il mio parere da padre,nonno e bisnonno,non mi stanchero’ mai di dire che i giudici che non sono PADRETERNI,hanno sbagliato tutto e per non darsi la zappa sui piedi,hanno trovato nelle prove del DNA che,secondo loro era quello del Bossetti,ma che purtroppo presenta tanti lati oscuri.Le sentenze si ascoltano,ma si possono sempre ridiscutere.Auguriamoci solo che il Bossetti dopo tanti anni in carcere abbia modo col tempo di portare a sua discolpa altre prove per assolverlo dall’ orrendo delitto ascrittogli,senza nulla togliere al dolore dei familiari, ai quali va tutto il mio rammarico e comprensione.

  2. mirella scrive:

    secondo me ci sono tasnti lati oscuri su questa vicenda. mi frulla sempre in testa un particolare che ho sentito:il padre di Yara qualche giorno dopo il mancato ritrovamento, aveva lasciato un messaggio sul telefonino della figlia in cui, se non vado errando diceva pressapoco così ” basta ora tornate a casa ” me lo sono sognato oppure questo messaggio esiste davvero ! a chi si riferiva quel”tornate ” Yara era andata da qualche parte con qualcuno?.Poi ricordo che il cane molecolare si era fermato sulla porta del locale dove gli elettricisti tenevano gli attrezzi, come mai? come mai gli elettricisti edaltri operai sono spariti? sono mai stati interrogati? Ionon sono convinta che sia stato Bossetti anche se lui, con tutte le sue buggie ha distrutto la sua immagine dandosi in pasto agli avvoltoi che volevano per forza vedere in lui l’assassino. non è da cristiana ma io piuttosto che condannare un presunto innocente, avrei interpellato qualche veggente in grado di mettersi in contatto con lo spirito della povera Yara, forse si potrebbe sapere la verità. Spero che comunque, se Bossetti è innocente, che qualcuno d’alto lo protegga e aiuti a dimostrare la verità.

  3. Giacomo GALDO scrive:

    Questo caso come tanti vanno incarcerati anche gli avocati. Il coltello che la moglie doveva nascondere,perché? Era servito a cosa? Il furgone gira più volte intorno alla palestra,perché,il dna è una cosa indiscussa solo per altri? METTETE DENTRO ANCHE GLI AVVOCATI E BUTTATE LE CHIAVI.

  4. giuseppe scrive:

    Tutti possono sbagliare ma l’esperienza ci ha insegnato che purtroppo che le prove se non ci sono, o non si trovano, si fabbricano e si ritengono valide finchè la difesa non riesce a smontarle pezzo per pezzo. Ma spesso i signori in malafede difendono il loro giocattolo con l’arma della querela per calunnia e quando un magistrato querela per calunnia, in Italia, vince sempre la causa salvo poi farla decadere in prescrizione, negli altri gradi di giudizio, quando assurda e ridicola.

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