Baby kamikaze pronti a tutto: la sporca guerra dei terroristi dell’Isis

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Sabato sera, un attentato durante il ricevimento di un matrimonio a Gaziantep, non lontano al confine con la Siria, ha causato decine di vittime, una cinquantina, delle quali metà sono bambini. L’autore della strage, ha ammesso il governo turco, è un baby-terrorista: “Aveva tra i 12 e i 14 anni” ha spiegato il premier turco Erdogan ai giornalisti.

“Durante la festa di nozze”, ha detto Erdogan, “un attentatore suicida tra i 12 e i 14 anni si è fatto esplodere o è stato fatto esplodere con un comando a distanza e i primi indizi lasciano supporre che si tratti di terroristi dell’Isis”. Secondo il presidente turco, “non c’è differenza” tra Fetullah Gulen, il Pkk e l’Isis, “probabile autore dell’attentato di Gaziantep”.

“Il nostro paese, la nostra nazione – ha aggiunto Erdogan – non possono che reiterare un solo e unico messaggio a coloro che ci attaccano: sarete sconfitti”. Emerge in ogni caso che gran parte delle persone morte sono di etnia curda, il che lascia presupporre che l’attentato sia opera dei jihadisti dell’Isis.

Nei mesi scorsi l’allarme

Appena 24 ore dopo, le forze dell’ordine in pattuglia per le strade di Kirkuk hanno fermato un ragazzino di 12 anni. Sotto la maglia del Barcellona di Leo Messi, il bambino aveva una cintura esplosiva. Nei mesi scorsi, la ‘Rete Siria’ denunciava che per far fronte alle ingenti perdite di vite umane e alla fuga di molti foreign fighter, sarebbero in aumento i bambini soldato reclutati dall’Isis.

I minori, secondo quanto affermato dagli attivisti, “vengono addestrati in appositi campi per essere subito dopo inviati al fronte con altri combattenti”. Negli ultimi mesi, l’Isis non ha risparmiato atrocità nei confronti dei minori, arrivando a lanciare una “fatwa” contro i bambini disabili.

Un allarme simile era stato lanciato nei giorni scorsi dalla Fondazione Quilliam, una think tank con sede a Londra contraria a ogni forma di estremismo. “Il gruppo concentra un gran numero dei suoi sforzi a indottrinare i bambini attraverso un programma di formazione fondato sull’estremismo”.

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