Tappi di cerume addio con questo metodo naturale

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L’orecchio è uno degli organi più importanti del nostro corpo, ma forse anche uno dei più sottovalutati: oltre a permetterci di udire i suoni, infatti, può influenzare il nostro senso dell’equilibrio. Ecco perché dovremmo prendercene cura e mantenerlo in salute, a partire da una corretta pulizia eseguita regolarmente e dall’adozione di alcune buone pratiche. Uno degli elementi a cui prestare attenzione per mantenere l’orecchio in buona salute sono i tappi di cerume che naturalmente si formano al suo interno e che possono a volte portare con sé dei piccoli fastidi di cui magari non ci curiamo sul momento, ma che con il tempo possono risultare molesti. Pensiamo ai piccoli ronzii che avvertiamo nell’orecchio, alla sensazione di dolore non per forza di grande entità, alla difficoltà che talvolta abbiamo nel distinguere chiaramente dei suoni che fino a poco tempo prima sentivamo chiaramente, o al prurito che ogni tanto può insorgere.

Quando avvertiamo questi fastidi vuol dire che il cerume non è in grado di  fuoriuscire dal padiglione auricolare, ma vi si è accumulato all’interno. Si tratta di qualcosa di cui spesso non ci accorgiamo e che non deve destare particolare preoccupazione, ma è comunque un problema da risolvere se non si vuole sfociare in disturbi più seri quali la perdita dell’udito o l’insorgenza di acufene, ipoacusia, autofonia, sensazione di equilibrio precario, vertigini.

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Per evitare di incombere in questi inconvenienti possiamo fare molto, a partire da una giusta prevenzione che inizia sempre con una buona pulizia delle orecchie. E non parliamo dell’utilizzo quotidiano dei cotton fioc che, al contrario, se usati scorrettamente possono rivelarsi inutili e dannosi perché fanno sì che il tappo di cerume si faccia più radicato e compatto, ma di pratiche più corrette.

Per esempio, una volta a settimana sarebbe il caso di versare nell’orecchio un paio di gocce emollienti che possano favorire la fuoriuscita del cerume, prima che si formi il tappo. Chi invece vive ciclicamente il problema della formazione dei tappi di cerume può eseguire, sempre a cadenza settimanale, una irrigazione auricolare che aiuti a evitare l’inconveniente. Attenzione, però, a non eseguire l’irrigazione auricolare se in passato si è stati affetti da otite o da perforazione timpanica: in questo caso è necessario evitare i metodi fai da te e rivolgersi ad un otorino qualificato.

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Se i tappi si sono già formati e si rivela necessario rimuoverli, non per forza bisogna recarsi dal medico: esistono dei metodi naturali e semplici da eseguire grazie ai quali possiamo farlo comodamente a casa. Oltre ai coni venduti in farmacia, facili da utilizzare ma che possono lasciare dei residui di cera all’interno dell’orecchio, esistono dei prodotti più indicati per eseguire una corretta espulsione dei tappi di cerume: si tratta di oli emollienti come quello di mandorle dolci, di oliva, di macassar o di ylang ylang. Meno comuni ma altrettanto efficaci sono anche gli oli essenziali di geranio, citronella e camomilla.

Una volta scelto il tipo di emolliente da utilizzare, magari l’olio d’oliva che tutti abbiamo in casa, basta riscaldarlo ma non troppo: deve diventare tiepido. A questo punto basta utilizzare un paio di gocce e versarle all’interno dell’orecchio: in questo modo il tappo di cerume si scioglierà e uscirà dal padiglione auricolare in maniera naturale, dopo un paio di giorni. Se ciò non dovesse verificarsi, basterà ripetere l’operazione qualche volta a settimana fino a quando l’azione dell’olio emolliente non avrà fatto sì che il tappo perda la sua durezza e possa a poco a poco fuoriuscire da solo, regalando una bellissima sensazione di pulizia e di percezione migliore dei suoni. Sebbene questo metodo sia sicuro e 100% naturale, in alcuni casi è altamente sconsigliato: per esempio, i portatori di protesi uditive non devono metterlo in pratica. È poi fondamentale dare un’occhiata alla data di scadenza dell’emolliente che si intende utilizzare: mai versarlo nell’orecchio dopo la data indicata sulla confezione e neppure se quest’ultima è stata esposta a fonti di calore.

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